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  uomosenzaqualita [ uno spartiacque tra il mondo scientifico e quello letterario ]
         






ASSOCIAZIONE STUDENTESCA:







LISTA CIVICA:






HEY!!! IO ESISTO! O FORSE NO?







TUTTI A SCUOLA!!!







CERCASI CONTRAPPESO PER EQUILIBRARE LA MIA VITA (SPERANDO NON SIA UN'UTOPIA)






IL VERO DOSTOEVSKIJ AL CINEMA!






LA MIA ATTRICE PREFERITA: JULIETTE BINOCHE





A MANO A MANO ... TIME (KIM KI DUK)



IO CHE VADO A LEZIONE




IO IN SESSIONE D'ESAME






18 gennaio 2009

NON HO PAROLE!!!


Dopo una discussione con amici sono venuto a conoscenza che i famosi bus che avrebbero dovuto sfrecciare liberi per Genova, dopo le intimidazioni (di stampo pseudo-mafioso, mi è stato fatto giustamente notare) da parte della Curia, sono stati censurati. Sono un po' perplesso nonché deluso, perché non vedo perché si possa dare libero respiro e sfogo a tutte le idee che rafforzino o pubblicizzino l'esistenza di Dio ed invece la controparte sia tabù come se ledesse e mancasse di rispetto a quacuno; e i non-credenti non dovrebbero allora essere infastiditi dai numerosi slogan "pro esistenza di Dio"?
Vi lascio alla lettura dell'articolo della Repubblica che tratta la questione, di modo che possiate trarne alcune conclusioni.

Stop agli ateo-bus Slogan offensivi esulta la Chiesa

GENOVA - L' Ateo-bus resta in rimessa: la concessionaria di pubblicità accoglie il pressante invito della Curia e per le strade di Genova non viaggeranno mezzi pubblici "provocatori". Nello stesso giorno l' amministrazione comunale della città decide di concedere la sponsorizzazione al Gay Pride nazionale anche se chiede agli organizzatori di spostare la data, già fissata in coincidenza del Corpus Domini. E, tra le motivazioni, il sindaco Marta Vincenzi spara una carta a sorpresa: «Non vorremmo dover imporre ai gay cattolici una scelta dirompente tra il Pride e la processione». Giornata campale, tra sesso e fede, per il capoluogo ligure. Al mattino è Fabrizio Du Chene, amministratore delegato della IGP, concessionaria della pubblicità sui mezzi pubblici genovesi (e su quelli di tutta Italia) a chiudere il primo capitolo, quello degli ateo-bus ("La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno"): «Ci sono due articoli del codice di autodisciplina che rendono impossibile la campagna: l' articolo 10 - la pubblicità non deve essere offensiva - e l' articolo 46 - le campagne sociali non devono ledere gli interessi di alcuno. Non si tratta di seguire, o meno, le indicazioni della Chiesa: noi ci muoviamo autonomamente e applichiamo sempre il nostro codice. Succede per la pornografia, succede anche in questo caso. E poi, francamente, mi pare che l' Unione atei abbia raggiunto il suo obiettivo. E senza spendere un euro». è un no definitivo? «La decisione è questa - risponde l' Igp - e costituisce anche un precedente: noi operiamo in tutta Italia, siamo soliti darci delle regole e rispettarle». Tace il presidente della Cei (e arcivescovo di Genova) Angelo Bagnasco - in viaggio da Fatima - ma gongola monsignor Marco Granara, rettore del Santuario della Guardia: «Una minoranza di quaranta persone ha tenuto sveglia l' intera nazione su un tema che, in fondo, non è loro». L' Uaar, attraverso il suo segretario generale, Raffaele Carcano, ribatte: «Biancheria intima e villaggi vacanze sì, ma guai a chiedere uno spazio pubblicitario per dire che Dio non esiste. In questo paese non c' è spazio per dichiararsi atei, pena la censura». Qualcosa, invece, potrebbe cambiare sul Gay Pride. Assicurato il patrocinio culturale del Comune alla manifestazione, il sindaco Marta Vincenzi ha chiesto agli organizzatori un incontro urgente, la prossima settimana. «I problemi, nel caso di una sovrapposizione con il Corpus Domini, sono notevoli - ragiona il sindaco - Esistono problemi logistici, esiste una questione di vigili urbani (non ne abbiamo abbastanza per tutelare entrambe le manifestazioni contemporaneamente) e non vorremmo provocare problemi di coscienza nei gay cattolici». A sorpresa i gay dimostrano una disponibilità totale, anche all' ipotesi di cambiare data: «Lo abbiamo detto dall' inizio, la nostra disponibilità a discutere di tutte le questioni organizzative (percorso, disponibilità delle piazze, supporto tecnico, la stessa data) è completa. Tutto il movimento LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuati) punta ad arrivare, quanto prima, a una decisione condivisa. Per il sindaco la doppia dimostrazione che «Genova è una città aperta: l' Uaar ha ottenuto una straordinaria pubblicità, con gli organizzatori del Pride c' è un confronto aperto e alla luce del sole, nel rispetto di tutti». - MICHELA BOMPANI RAFFAELE NIRI


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14 gennaio 2009

CITAZIONE DI GENNAIO

Questo mese per la citazione ho scelto una simpatica storia tratta dalle "101 storie Zen". Ne è anche stata tratta un'indignitosa nonché inopportuna barzelletta.
Quello che apprezzo in questo breve racconto, scritto circa un migliaio di anni fa, è proprio la semplicità con cui viene espresso il "concetto di fraintendimento" e l'umiltà di una vera e propria autocritica. Ogni volta che lo rileggo mi fa riflettere su quante mie parole, gesti e azioni (opere e omissioni) vengono fraintese dalle persone che mi stanno intorno e con cui ho rapporti umani di varia natura. Buona lettura!!!

Dialogo commerciale per avere alloggio

Qualunque monaco girovago può fermarsi in un tempio Zen, a patto che sostenga coi preti del posto una discussione sul Buddhismo e ne esca vittorioso. Se invece perde, deve andarsene via. In un tempio nelle regioni settentrionali del Giappone vivevano due confratelli monaci. Il più anziano era istruito, ma il più giovane era sciocco e aveva un occhio solo. Arrivò un monaco girovago e chiese alloggio., invitandoli secondo la norma a un dibattito sulla sublime dottrina. Il fratello anziano, che quel giorno era affaticato dal molto studio, disse al più giovane di sostituirlo. < Vai tu e chiedigli il dialogo muto > lo ammonì. Così il monaco giovane e il forestiero andarono a sedersi nel tempio.
Poco dopo il viaggiatore venne a cercare il fratello più anziano e gli disse: < il tuo giovane fratello è un tipo straordinario. Mi ha battuto >. < Riferiscimi il vostro dialogo > disse il più anziano. < Bé, > spiegò il viaggiatore < per prima cosa io ho alzato un dito, che rappresentava Buddha, l’Illuminato. E lui ha alzato due dita, per dire Buddha e il suo insegnamento. Io ho alzato tre dita per dire Buddha, il suo insegnamento e i suoi seguaci, che vivono la vita armoniosa. Allora lui mi ha scosso il pugno chiuso davanti alla faccia, per mostrarmi che tutti e tre derivano dalla stessa realizzazione. Sicché ha vinto e io non ho nessun diritto di fermarmi >. E detto questo, il girovago se ne andò. < Dov’è quel tale? > domandò il più giovane, correndo dal fratello più anziano. < Ho saputo che hai vinto il dibattito >. < Io non ho vinto un bel niente. Voglio picchiare quell’individuo >. < Raccontami la vostra discussione > lo pregò il più anziano. < Accidenti, appena mi ha visto lui ha alzato un dito, insultandomi con l’allusione che ho un occhio solo. Dal momento che era un forestiero, ho pensato che dovevo essere cortese con lui e ho alzato due dita, congratulandomi che avesse due occhi. Poi quel miserabile villano ha alzato tre dita per dire che tra tutti e due avevamo soltanto tre occhi. Allora ho perso la tramontana e sono balzato in piedi per dargli un pugno, ma lui è scappato via e così è finita >.  


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12 gennaio 2009

POESIA DI GENNAIO


Questo mese la poesia che ho scelto riguarda un autore che sto assiduamente frequentando di recente; si tratta di Umberto Saba.

Ho letto ormai una discreta porzione della sua opera letteraria e l'impressione che mi ha suscitato fin d'ora, ritengo possa essere dignitosa
mente condensata in questa sua poesia.







LA SOLITUDINE

La diversa stagione, il sole e l'ombra
variano il mondo, che in ridente aspetto
ne conforta, e di sue nubi c'ingombra.

Ed io che a tante sue parvenze e ai miei
occhi recavo un infinito affetto
non so se rattristarmi oggi dovrei,

se lieto andar quasi di vinta prova:
son triste, e fa una sì bella giornata;
sol nel mio cuor c'è il sole e la piova.

D'un lungo inverno so far primavera;
dove la via nel sole è una dorata
striscia, a me stesso do la buonasera.

Le mie nebbie e il bel tempo ho in me soltanto;
come in me solo è quel perfetto amore,
per cui molto si soffre, io più non piango,

che i miei occhi mi bastano e il mio cuore.



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