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23 febbraio 2009

CITAZIONE DI FEBBRAIO


La citazione di questo mese riguarda uno dei più illustri e brillanti pensatori del Novecento. Si tratta di uno dei miei autori preferiti, il filosofo e scrittore Jean Paul Sartre.
L'estratto è tratto da uno dei racconti della raccolta "Il Muro", e più precisamente da "Infanzia di un capo". La problematica esistenziale è presentata qui in maniera forse primitiva ed un po' goffa; tuttavia il fascino della tematica presentata merita, a mio avviso, una degna attenzione. Un ricco approfondimento della tematica è sviluppato nella sua opera di maggior spicco, cioè "La Nausea"; ne consiglio la lettura a tutti, molto pesante, ma davvero proficua.

ESTRATTO:

… al posto di quello stupore così dolce per lui e che si perdeva voluttuosamente nei suoi stessi meandri, c’era adesso una piccola perplessità molto sveglia che si chiedeva : < Chi sono? > Chi sono? Guardo la scrivania, guardo il quaderno. Mi chiamo Luciano Fleurier, ma questo non è un nome. Mi do importanza. Non me la do. Non lo so, questo non ha senso. < Sono un bravo scolaro. No. E’ solo apparenza: un bravo scolaro ama lo studio, io no. Ho buoni voti, ma non mi piace lo studio. Neppure lo detesto, me ne infischio. M’infischio di tutto. Non sarò mai un capo >. Pensò con angoscia: < Ma che sarà di me? > Passò un momento; si grattò la guancia e strizzò l’occhio sinistro perché il sole lo abbagliava: < Che cosa sono io? > C’era quella nebbia, avvolta su se stessa, indefinibile. < Io! > Guardò nel vuoto; la parola gli si ripercuoteva nella testa e poi, forse, si poteva intravvedere qualcosa come la punta scura d’una piramide i cui lati si perdevano lontano, nella nebbia. Luciano rabbrividì e le mani gli tremavano: < Ci siamo, - pensò, - ci siamo! Ne ero sicuro: Io non esisto! >.



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permalink | inviato da Spara_Jurij il 23/2/2009 alle 22:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


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